UN UOMO CHIAMATO GOGO: di Sir Kefka
Genere: Avventura ------ Capitoli: 1 ------ Categoria: Final Fantasy VI ( Completa)
(Questa storia tratta di avvenimenti accaduti durante Final Fantasy VI)
-SABIN! –Celes era l’ultima rimasta in vita, della compagnia inviata da Banon a sconfiggere l’Impero del Male, oltre a Sabin.
Si erano allenati tutti per mesi, ed erano ormai convinti d’essere imbattibili, Locke, Celes, Terra, Cyan, Gau, Relm, Edgar, Setzer, Mog, Sabin e Strago, così decisero di prendere il dirigibile di Setzer e di esplorare tutto il mondo in lungo e in largo in cerca di nuovi nemici prima di affrontare Kefka.
Scesero su di un’isola per constatarne le forze, e tutt’a un tratto un mostro sbucato dal nulla li aveva attaccati: Setzer, che camminava in testa, vide sbucare da terra un enorme verme disgustoso, che con un colpo della sua possente coda lo decapitò.
Terra si trasformò in GF ed attaccò con un Flare, ma la magia non aveva alcun effetto, fu colpita e svenne cadendo pesantemente al suolo. Edgar era stupito dall’impeto dimostrato da quel verme, e per la prima volta ebbe veramente paura. Nei panni del re di Figaro aveva rischiato la vita mille volte, ed aveva preso decisioni vitali per il suo regno mantenendo il sangue freddo anche davanti al minaccioso Impero del Male. Era sopravvissuto ai nemici più forti, combattendo contro il suo migliore amico ed anche contro dei terrificanti fantasmi. Rimase fermo, raggelato dalla paura mentre il mostro avanzava emettendo acuti versi e sbavando copiosamente.
Fu Relm a salvargli la vita, facendo un ritratto del mostro, che colpì lo stesso gettandolo di lato: purtroppo la sua forma lo fece rotolare inesorabilmente contro la piccola Relm, Strago cercò di salvarla gettandosi su di lei, ma il mostro era troppo grosso… Furono schiacciati entrambi dalla sua mole.
Cyan: -Gau! Edgar! Venite qua!
Gau, anche lui spaventato, era avvinghiato alla gamba dell’impietrito Edgar, che non accennava a muoversi guardando il verme che, rotolando ancora, puntava verso di loro.
A Cyan non restava che cercare di salvarli, così sfoderò la sua tecnica di spada cozzando con tutto il corpo contro il nemico. Il verme lo scacciò via distrattamente e continuò la sua corsa, Cyan cadde in braccio a Sabin e Celes.
Locke gli si getto addosso disperatamente, e fu travolto.
Mog salì in groppa al verme e lo colpì svariate volte, ottenendo solo la rottura della sua lancia.
Mentre rimaneva lì allibito a contemplare il mozzicone della sua gloriosa lancia, fu sbalzato in mare aperto e nessuno sentì mai più parlare di lui su quel pianeta.
Edgar finalmente riprese conoscenza, ma era troppo tardi: il re di Figaro era a pochi metri dal verme in corsa, troppo veloce per sfuggirgli. Prese Gau e lo lanciò via, lontano dalla traiettoria del vermone, e quando fu spezzato in due dai denti del mostro sorrideva, perché aveva salvato il suo piccolo amico.
Il re di Figaro è caduto, gloria al nuovo re Sabin… Re di un mucchio di polvere, e col cuore spezzato dalla tragica morte del caro fratello.
Sconvolto dalla morte del suo ultimo familiare, Sabin ritrovò vigore: si alzò in fretta e si gettò verso il verme.
Il mostro era fermo sopra la metà inferiore di Edgar sgranocchiando l’altra metà, il suo attacco lo prese alla sprovvista. Il blitz di Sabin penetrò nelle carni del verme, che sputò la corona di Edgar per la sorpresa.
Questo non fece altro che incrementare la furia di Sabin, che affondò ancora più profondamente nella carne del verme con i suoi artigli.
Purtroppo quella del mostro non era che sorpresa, non si fece nulla. La sua testata fece svenire Sabin, che cadde apparentemente senza vita. Cyan, Celes, Gau e Terra, appena svegliata, attaccarono insieme, ma il loro attacco fu più vano dei precedenti, morirono tutti tranne Celes.
Sabin si destò all’improvviso sentendo le urla di Celes, attaccò barbaramente alla cieca e finì dritto nella bocca spalancata del mostro.
-NOOOOOO! SABIN! –Celes era rimasta sola.
Ma non è lei la protagonista della storia: seguiremo il povero Sabin nella bocca del mostro.
Si ridestò solo quattro ore dopo, al buio, infreddolito e solo.
Accese una torcia: lo stomaco del verme, che si contrasse impercettibilmente per il calore del fuoco, era uno spazio tutt’altro che angusto, molto più grande di quanto apparisse all’esterno, ed in lontananza Sabin poteva sentire dei mostri gracchiare rocamente parole incomprensibili, ma palesemente ostili.
Finalmente Sabin si rese conto di essere disteso in mezzo ad un mare di mer… Feccia umana, scarti, e si alzò sobbalzando inorridito.
Non avendo niente da fare, s’incamminò per l’unico corridoio agibile presente nello stomaco, che a sua insaputa lo stava conducendo sempre più in fondo nel corpo del mostro. Sconfisse qualche mostro per niente degno di nota, e fu ostacolato, dopo un po’ di tempo, da alcune inspiegabili trappole.
Evitatele, dopo un percorso troppo periglioso per essere descritto con l’adeguata enfasi, si trovò al centro di una piattaforma ovale, che era, rispetto al resto del pavimento, rialzato come un altare.
Si chiese perplesso: -Ed ora che faccio? Non ci dovrebbe essere un boss qui, come in ogni altro posto rialzato…
-Forse parli di me?
La voce, che aveva origine dall’ombra più tenebrosa, non lo sorprese minimanente: in fondo a quasi tutti i boss piaceva fare entrate a sorpresa, ed era abituato a sentire voci cavernose minacciarlo alle spalle… In realtà ne era stufo marcio, ma i nemici sono quelli che capitano, pensò girandosi rapidamente e cercando di penetrare l’ombra con la propria vista.
-Ti stimo, fratello, perché sei riuscito ad aggirare le mie trappole, studiate da me con perizia nel corso d’anni per rimanere in pace.
Le sue parole si spensero lentamente in un sussurro strascicato, non era un’esitazione, ma come se stesse dando a Sabin la possibilità di riflettere sulle sue parole.
Poco dopo riprese parlando forte.
-Ebbene, all’epoca in cui io giravo per il mondo, tutti gli avventurieri ed i cacciatori di taglie mi cercavano per la gloria, ma sono passate molte vite d’Uomo da allora… Parla, perché tu mi cerchi?
-Io… Io non ti conosco, credo, ma non riesco a vederti… Chi sei?
L’uomo non rispose.
-In ogni caso –riprese Sabin un po’ spazientito –non sono qui per te, sono semplicemente stato inghiottito dal vermone. Se potessi aiutarmi uscire, te ne sarei molto grato. Ti sarei altrettanto grato se uscissi dalle tenebre e ti manifestassi.
-Tu… -l’Uomo sembrava sconvolto –sei stato mangiato dal verme? E perché sei venuto su di un’isola sperduta in mezzo all’oceano, se non vuoi batterti?
-E’ una lunga storia, quando ti sarai mostrato ai miei occhi ci siederemo e te la racconterò, non prima.
L’Uomo rise di cuore. Era una risata limpida e pulita, non contaminata dall’età e dalla sapienza, era quella di un bambino ignorante, noncurante di tutto.
-Sei proprio cocciuto… E sia.
La prima cosa che apparve alla debole luce della torcia furono le scarpe, e già quelle erano tutto un programma: scarpe tipicamente orientali, probabilmente arabe, ma non era tanto questo lo strano, a parte la buffa punta ricurva ed i campanellini alle estremità, il fatto era che l’Oriente in quel mondo non esisteva…
L’Oriente come lo consideriamo noi, è probabilmente scomparso durante Final Fantasy 1, ma purtroppo le nozioni si perdono fra i meandri del tempo, e solo pochi sanno cosa accadde realmente.
Le fonti più attendibili affermano che ad ogni Final Fantasy il mondo cambi radicalmente, e sappiamo che, almeno per quanto riguarda qualche Final Fantasy, ciò corrisponde a verità.
Infine il saggio Uomo si mostrò per la prima volta a Sabin, che non rifletté neanche un attimo sull’abbigliamento o sulla fisionomia dell’Uomo, identico a come venivano dipinti i guerrieri saraceni, compresa la lunga sciabola appesa dietro le spalle.
Sabin riuscì solo a balbettare: -Chi… Chi sei?
Sembrò che il saraceno si ergesse in tutta la sua statura e possanza, quando lo squadrò con un mezzo sorrisetto e scandì bene le parole.
-Io sono conosciuto in molti posti con svariati nomi, ma l’ultimo popolo con cui vissi prima di ritirarmi in quest’antro a meditare sulla guerra che stava per avere luogo, mi chiamava Gogo il Savio.
Questo è il nome che ho scelto per me negli anni a venire. Si, direi che puoi chiamarmi così se ti va.
-Allora, Gogo il Savio –proclamò Sabin –narrami cosa ti ha portato qui e chi fosti nella tua vita terrena.
-Non c’è molto da dire –tuttavia si sedette, Sabin fece lo stesso –ero una specie di… Mago, potremmo dire. Io e la mia compagnia eravamo dei difensori della pace, a quel tempo tutto era giovane: le città di questo mondo, questo mondo ed anche me.
Ti spiegherò in poche parole: decidemmo di affrontare il grande Nemico, il suo nome è stato ormai obliato dalla storia di questa Terra, ma eravamo troppo deboli, e troppo spavaldi per ammetterlo. Attaccammo il palazzo del Male, ma arrivammo con fatica al capo, perché anche i mostri erano molto più forti delle nostre previsioni.
Eravamo ben sette, quando il Nemico arrivò alla metà eravamo rimasti in tre, una carneficina. Io, l’Elfo Gil-Galad, (mi scuso con chiunque riconosca quest’importante nome) ottimo arciere, e la maga Jeal, potente invocatrice.
-Scusa se t’interrompo un attimo –lo fermò Sabin –tu non ti sei descritto: quali sono le tue capacità?
-Calma, sei troppo impaziente… E va bene. La mia capacità principale è quella di utilizzare le abilità degli altri. Per esempio, potrei, combattendo insieme con te ed un mago, avere l’abilità di usare il…
-Blitz.
-Potrei usare il blitz e lanciare magie, ma anche scegliere se avere la capacità d’avere gli oggetti o l’attacco fisico al posto di qualche altra abilità. Ma ho anche un’abilità solo mia, il mimic, che comunque copia l’attacco subito precedente di nemici o alleati.
-In pratica sei un usurpatore… Vabbé continua, toh!
-Dov’ero? Ah, già, a metà della battaglia finale.
Gil-Galad era messo lontano a sparare raffiche di frecce contro quel tizio, Jeal aveva invocato Carbouncle per difenderci dalla magia, ed io stavo copiando le frecce di Gil lanciando da più vicino.
D’improvviso accadde il fattaccio: il Nemico lanciò una magia Flare che gli fu rivoltato contro, ma dopo il terribile colpo gli si attivò automaticamente il reflex. Era troppo tardi per fermare la mia tecnica mimic, l’avevo lanciata non appena visto il Flare, e purtroppo fu respinta.
Purtroppo secondo le regole una doppia respinta era infattibile, ed il Flare si abbatté su Gil-Galad, che purtroppo perì.
Gogo si fermò un attimo pensando ad alta voce:
-Se solo lei non fosse stata lì…
Continuò infine.
-Il Flare, reso incontrollabile dalla sue enorme potenza, polverizzò anche Jeal, lasciandomi solo.
Fra le abilità non avevo tenuto l’attacco fisico, fui costretto ad aspettare piangendo la morte dei miei fratelli.
-Ti prego, non tenermi sulle spine, dimmi com’è finita!
-Dovresti riflettere prima di parlare, è ovvio che, se io ed il mondo siamo sopravvissuti, l’ ho battuto! Ma ti dirò, adesso, come.
-Il nemico era scaltro, non attaccava conoscendo la mia mossa. Rimanemmo lì per ore, ci scrutavamo aspettando la prima mossa dell’avversario, ma ero destinato a perdere: difatti ero ferito, sanguinavo, e perdevo rapidamente la mia forza. Alla fine, sfinito, continuavo ad aspettare, e lui attaccò: la sua mossa più forte, dark holy… Ebbi il tempo di mimarlo e lanciarglielo contro, la magia colpì in pieno entrambi.
Mi svegliai solo alle rovine del castello di Ziza, il quale figlio, Zeza, ricostruì e adibì a fortezza prima di Final Fantasy V.
La nuvola che aveva avviluppato la terra per molti anni era scomparsa, per la prima volta da quando ero bambino rividi il sole… Da quel momento in poi tutti gli avventurieri in cerca di gloria mi hanno attaccato per dimostrare che anche loro avrebbero potuto battere il Nemico, dopo un po’ di tempo mi stancai e mi ritirai dentro quest’enorme verme di mia creazione, per meditare sulla guerra che si era scatenata fra gli Uomini per stabilire chi si dovesse aggiudicare la sterminata terra del Male, ed anche per dannarmi un po’ per aver ucciso i miei migliori amici.
-Capisco… Ora che mi hai spiegato chi sei, e dato che mi hai detto di avere creato questo mostro, puoi indicarmi un’uscita?
-Uhm… Sai, è molto tempo che non mi batto con nessuno… Facciamo così, se riesci a battermi fermerò il verme e ti porterò fuori. In guardia!
La battaglia ebbe inizio:
Sabin attaccò con rapidità, ma Gogo schivò magistralmente l’attacco, dandogli un colpetto umiliante sul sedere.
-Dovrai fare di meglio per battermi!
-Zitto!
Ripartì all’attacco, ancora mancato.
-Ora, se permetti comincerò a combattere.
Il suo mimic rubò l’attacco fisico, così il colpo di Gogo acquisì la potenza di quello di Sabin, e dimezzò gli HP del nemico.
-Dannato, DANNATO! Ti mostrerò il mio… BLITZ!
Il colpo di Sabin penetrò le difese di Gogo e lo raggiunse con una raffica di pugni.
-Niente male, ma sbaglio od è il tuo blitz meno potente?
-Come lo sai? –esclamò l’esterrefatto Sabin.
-Dimentichi che posso copiare le tue tecniche. Se le posso copiare, ovviamente le conosco. QUESTO è il blitz migliore!
Sabin fu colpito in pieno.
-Evidentemente non conosci bene le mie tecniche: questa è il mio ultimo blitz, ma il Chakra è curativo, imbecille!
-Maldido…
-Prendi questo!
Stavolta il colpo di Sabin andò a segno, Gogo cadde a terra moribondo.
-Vuoi morire? –Sabin puntava alla gola di Gogo uno dei suoi artigli di ferro, Gogo si dichiarò sconfitto.
Rise di cuore, ed accettò la mano tesa di Sabin che si offriva di aiutarlo a rialzarsi. Poi disse mettendogli una mano sulla spalla:
-Ci siamo battuti e tu sai molte cose di me, ma io non so proprio niente di te e delle tue occupazioni! Chi sei tu?
Una piccola lacrima scorse non vista dall’occhio di Sabin, poi disse:
-Io sono Sabin, re di Figaro.
Sabin seguì Gogo nell’ombra, salirono per una scala che non era riuscito a scorgere prima, e d’un tratto si ritrovò alla luce, sopra il verme. Gogo chiese a Sabin leggermente imbarazzato:
-Sai, Sabin, sono stanco di stare rinchiuso qui… Mi piacerebbe, se tu sei d’accordo, unirmi al tuo gruppo.
-Cert… -Sabin s’interruppe bruscamente, si era appena ricordato che non aveva più un gruppo. Sapeva che solo Celes era rimasta in vita oltre a lui, chiese a Gogo se avesse un’idea su cosa le fosse successo, Gogo rispose, lentamente e soppesando le parole, così:
-Mio caro Sabin, temo di sapere dov’è…
-Perché lo temi, Gogo! Parla, ed andiamo subito a prenderla!
-Calma i bollenti spiriti, ragazzo, non è così semplice. Fammi controllare le mie teorie…
Scese agilmente dal verme, gli girò intorno e guardò sopra la sua enorme bocca. Un piccolo occhio rosso era spuntato, ed ora stava scintillando debolmente.
-Ahimè, è proprio come pensavo! –si rivolse a Sabin, che lo aveva appena raggiunto scendendo da una scaletta che era apparsa premendo un pulsante interno –vedi, quando ho costruito questo verme non è stato per uccidere gli avventurieri, ma per mandarli via. E’ imbattibile, per cui ho installato un marchingegno di invenzione di un mio amico, che credo ormai sia morto, che si attiva quando il verme viene attaccato. Quest’oggetto, dopo dieci minuti di lotta, teletrasporta il nemico su un lontano pianeta, che una volta era unito al nostro… Rimuovi quello che ho detto, non puoi conoscere avvenimenti accaduti fra Final Fantasy IV e V, sappi che la tua amica è su un altro pianeta.
-Ma che stai dicendo? Non capisco di cosa parli… E poi siamo resistiti solo dieci minuti? Dimmi, c’è un modo di salvarla?
-Certo! Riunisci i cristalli divisi da Exdeath trent’anni circa prima di Final V e… No, amico, a meno che un gruppo di persone come i quattro Warriors of a Dawn non l’abbiano già fatto. Furono proprio loro ad affrontarlo quando mi tolsi dalla circolazione. Un momento! –Gogo guardava sorpreso un’alta montagna, la North Mountain.
Poi, rivolgendosi a Sabin:
-Fratello, forse non tutto è perduto! Riconosco quella montagna, era nell’altro mondo! Ciò può solo significare che… I cristalli sono stati ricongiunti. Seguimi!
Lo portò di nuovo al verme, premette un altro pulsante interno e da un fianco della macchina spuntò una piccola navicella alata. C’entrò con un agile balzo ed invitò Sabin a seguirlo, mise in moto e partirono verso est.
-Il luogo prestabilito per il teletrasporto è su un continente dall’altra parte del mondo, fra pochi istanti saremo arrivati.
Ammararono sul...
-E adesso? Perché ci siamo fermati qui, se fosse stata inviata qui Celes sarebbe affogata!
-No, fratello, sott’acqua. Vedi, tu non lo sai ma molto tempo a qui c’era un’apertura (Great Trench) che conduceva ad un altro reame, quello dei Nani.
E’ stato scoperto solo durante Final Fantasy V, ma io lo conosco da molto prima, dall’obliato Final Fantasy III… Non chiedermi niente di quello, ne ho perso la memoria, purtroppo.
-Allora non perdiamo tempo, su, scendiamo! Ma… COME??
-Ovviamente questa navicella è anche un sottomarino, tieniti forte che scendiamo.
Si immersero e la spaccatura nel fondale marino che conduceva al regno dei Nani era immutato, vi si infilarono e percorsero uno stretto tunnel, che li condusse in un luogo asciutto. Scesero.
Mentre camminavano nell’atrabiliare e scarno tunnel, Sabin notò che il pavimento era lastricato da lava solida. Si diede uno schiaffo alla fronte, dopotutto sapeva che c’era solo lava sotto la crosta terrestre. Inciampò in un’increspatura del terreno, cadde di faccia proprio su di un’altra increspatura e svenne.
Quando si risvegliò, alcune ore dopo, era in un letto. Aprì gli occhi, e la prima cosa che vide fu un basso mobile. Attirò la sua attenzione da subito, ma non aveva niente di strano, era solo un po’ più basso del normale.
-Finalmente hai aperto gli occhi, fratello! –la voce veniva appena fuori dal suo campo visivo, ma riconosceva la voce di Gogo anche senza vederlo -Sono ore che dormi… Ma benvenuto nel regno dei Nani!
Un coro di voci vicinissime a lui s’innalzò al cielo:
-Lali Ho!
[Credo che sia un’idiozia che ogni Nano prima di una frase dica “lali ho”, ma non l’ ho inventata io sta cosa, se non ci credete andatevi a ripassare Final Fantasy V, sempre che lo abbiate mai visto]
Sabin balzò in aria mostruosamente spaventato, quando atterrò si sporse lentamente dal bordo del letto, e lì, sorridenti, stavano cinque persone bassissime vestite interamente di blu, a parte il buffo elmo giallo cornuto che portavano calcato sul viso occultato.
Gogo parlò ancora ridacchiando sotto i baffi:
-Sei di fronte a tutta la popolazione del regno dei Nani.
Sono solo cinque, ma non li sottovalutare, hanno un regno molto vasto.
-S- saaalve… -Sabin non si era ancora ripreso dallo shock, scattò come se colpito da una forte scarica elettrica –Celes! Dov’è?
-Purtroppo –Il ridente volto di Gogo si rabbuiò all’improvviso -non è qui. Deve essere caduta nei sotterranei, questo posto è sottoposto a continui cambiamenti morfologici, i terremoti sono all’ordine del giorno. Non resta che andarla a prendere, in piedi!
Sabin balzò dritto in piedi sul letto, e salutati rapidamente i Nani corsero via verso i sotterranei.
-Vedi –disse Gogo a Sabin scrutando le ombre davanti ai suoi occhi e continuando a correre –un tempo questo posto era ricolmo di lava, il regno dei Nani nacque quando il mare fece solidificare la lava e la fece ritirare fino ai sotterranei, ma a memoria di Nano hanno sempre vissuto qui. Infatti, furono i loro bisnonni, mille e seicento anni fa, ad insediarsi qui dalle Antiche Montagne quando furono distrutte dalla Immensa Battaglia delle Razze, un orrendo evento che neanche io ho più visto nel corso della mia lunghissima vita…
-Quando è stata questa battaglia? E tu come fai ad essere ancora vivo, se è passato tanto tempo da farne perdere la memoria anche ai vecchi saggi?
-Amico mio, la mia vita è stata allungata infinitamente da un sortilegio… Durante Final Fantasy II ho sconfitto un tizio che, in cambio della sua vita, ha allungato la mia. Ovviamente posso essere ucciso, ma lo scorrere degli anni non mi tange. Quella battaglia avvenne in Final Fantasy II, proprio quello in cui nacqui, io fortunatamente non vi presi parte. Sarei morto anch’io come mio padre… Ma lasciamo stare, è una vecchia storia che è stata dimenticata da tutti, inutile rivangare. Abbiamo una persona da salvare dalla lava! Scendiamo in quel buco, ora.
A Sabin piacevano le vecchie storie, ma non potevano perdere tempo. Scese senza fare altre domande, ben conscio che il discorso non sarebbe finito là.
Scesero nelle viscere della Terra, fra fiumi di lava e terribili mostri, che avevano visto nascere tutte le generazioni del mondo. Cercarono disperatamente Celes in lungo ed in largo per tutto il mondo sotterraneo, ed alla fine, stremati ma felici, la trovarono posseduta da un demone…
Ma lasciate che questa sia un’altra storia!
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